Stufe a Legna
Cara vecchia stufa a legna... aggiornamenti tecnici per adattamenti moderni
All’utilizzo del fuoco come fonte di energia corrisponde un importante passo avanti nella storia dell’evoluzione umana. Il fuoco permise all’uomo primitivo di difendersi, di riscaldarsi, di cucinare. Gli allungò la vita. Fino al 1700 il fuoco era l’unico e insostituibile mezzo per produrre energia, solo in seguito, quando nel periodo illuminista le crescenti attività industriali lo richiedevano, fu introdotto l’uso del carbone che di energia ne sprigionava in quantità maggiori. L’uso del fuoco fu ridotto alla misera ma indispensabile fiamma dell’innesco. Questo discorso riguardo l’uso del fuoco vale ovviamente solo nei settori industriali, sistemi in cui per via della corsa alla produttività, dove sono in gara tutte le industrie del mondo, vincere o casomai piazzarsi tra i primi posti non sarebbe affatto permesso se restasse ancora il fuoco come l’energia primaria. Se chiudiamo il riferimento alle zone industriali, si sa bene, non ci resta che aprire quello che ci riguarda più da vicino: il contesto urbano.
Se apriamo una qualunque porta di una qualunque abitazione troveremo certo da qualche parte una fiammetta che lavora per noi: i fornelli, le caldaie, i barbecue, le candele, d’inverno i camini che irradiano quel bel calore a chi chiacchiera rilassato sul divano. Piccole fiamme per piccoli scopi, ma se il fuoco prodotto dal camino potesse oltre che abbellire salotti anche riscaldare con rese superiori più zone della casa non sarebbe meglio? Si può! Gia dai tempi antichi veniva fatto uso di una speciale tecnologia. Ristudiate, perfezionate, adattate, abbellite, in ghisa, in allumino, in ceramica squisitamente dipinte a mano, graziose e piccole, importanti ed enormi, trasportabili o fisse si fanno strada le care vecchie stufe a legna.
Sebbene alla scelta di una stufa a legna per riscaldare ambienti sia legata maggiormente un gusto estetico personale di chi l’acquista, non possiamo non menzionare le funzionalità di queste belle apparecchiature. Tecnicamente per stufa si intende quel congegno dotato di una camera di combustione chiusa che ha un ingresso per l’immissione forzata di aria, aria che regola la combustione gestendo così l’energia termica che trasmetterà il calore negli ambienti.
Dal momento che la legna ancora oggi si presenta come ottimo comburente e per via delle pressioni ambientali riguardo l’uso di energie rinnovabili, l’ impianto di stufe a legna per riscaldamento sta riscotendo notevole interesse. I costi sono ridotti, sia per quelli relativi all’impianto sia per quelli d’esercizio. Le stufe, come detto possono essere costruite in vari materiali, ghisa, acciaio, alluminio; tutti questi materiali hanno vantaggi e svantaggi, ma la qualità della stufa non è compromessa dall’utilizzo di nessuno di essi. A garantire la qualità della stufa deve essere la modalità di progettazione di impianto e dal tipo di legna che brucerà nella camera di combustione.
Per quanto riguarda la scelta del legno c’è da fare una piccola ma essenziale distinzione : legno dolce o legno duro, a seconda della provenienza. Il legno duro deriva dalle latifoglie, (rovere, faggio, noce) mentre il legno dolce proviene dalle conifere, (pino, abete, larice). Indipendentemente dal loro peso, tutti i tipi di legno sprigionano lo stesso potere calorifero, ma poiché il legno duro ha una densità maggiore, ardendo produce maggior calore in base al volume. In somma per alimentare le stufe si preferisce quello duro.

