Caldaie a Legna
Tanta legna a disposizione? Usala come combustibile per una caldaia.
Per mille ragioni le caldaie alimentate a legna rappresentano una delle migliori alternative per quanto riguarda il riscaldamento rispetto a quelle alimentate a gas o a gasolio. Una tra le tante ragioni riguarda la reperibilità del legname stesso; basta fare riferimento a quelle zone di campagna o montagna dove la reperibilità della legna da ardere non è certo un problema, qui i costi del combustibile (e soprattutto per qualche fortunato taglialegna) si potrebbero addirittura azzerare.
Le caldaie più all’avanguardia e che in termini di funzionamento hanno una migliore resa sono le cosi dette caldaie a fiamma rovesciata. Tra le caldaie a legna a fiamma rovesciata ne distinguiamo due tipi: alcune sono aspirate e altre soffiate. Le caldaie aspirate hanno in dotazione un ventilatore-aspiratore posizionato dietro la base dell'uscita dei fumi, mentre le caldaie soffiate possiedono si lo stesso ventilatore ma in questi modelli viene posizionato anteriormente rispetto alla base uscita-fumi. La particolarità delle caldaie a fiamma inversa consiste nell’impianto di un ventilatore posizionato al di sopra della fiamma, una volta accesa la ventola, la fiamma retrocedendo raggiunge la camera di combustione dove avviene la gasificazione.
Mediante il processo di gasificazione, la legna arde quasi completamente producendo, così pochi scarti. Come si può capire in questo processo si ottimizza resa e tiraggio. Ovviamente il processo di combustione lento-veloce può tranquillamente essere monitorato dall’ utente secondo necessità. Ma come vengono costruite le caldaie per poterle rendere sicure sotto tutti i punti di vista? Ogni singola parte della caldaie è costruita in lamiera di acciaio spessa almeno dieci millimetri, ciascuna di queste parti viene prima tagliata tramite laser di procione poi meticolosamente assemblata all’altra tramite l’utilizzo di una doppia saldatura. Tutto il processo è guidato da un robot , grazie alla macchinazione infatti i rischi di pericolose disattenzioni o alcuni errori causabili dall’uomo sono evitati.
Tra i materiali usati per la costruzione delle caldaie a legna non distinguiamo solo l’acciaio. Vanno considerati anche altri metalli quali ghisa e alcune variazioni dell’acciaio stesso che subendo un processo di vetrificazione garantiscono alta resistenza alla corrosione nel tempo. Uno sguardo al processo di combustione: come detto, la legna scende dall’alto verso il basso, essa comincia a bruciare, mediante gasificazione che deve essere più regolare possibile per non sovraccaricare i bruciatori di gas. La velocità in cui avviene la gasificazione dipende molto dalla qualità della legna utilizzata. In primo luogo facciamo una distinzione tra legna umida e secca.
Come per tutti gia scontato, se la legna è secca brucia prima se è umida, invece, bisogna aspettare; comunque nel primo caso basterà tagliare pezzi ridotti di legna prima infilarli nella caldaia, nel secondo, ovviamente lasciarli più grossi. L’aria è l’altro elemento essenziale nel processo di combustione e in particolar modo gestisce la quantità di combustione poiché all’aumentare della quantità di aria (regolabile tramite una valvola) corrisponde un aumento di combustione. Una volta avvenuta la combustione interviene un ventilatore ad aspirazione che azionando il tiraggio crea nella camera di combustione una depressione che obbliga la fiamme e i gas sprigionati a fuoriuscire dalla parte posteriore. L’unica differenza tra le caldaie ad aria aspirata e quelle ad aria soffiata consiste nel fatto che il sistema ad aria aspirata non tende a staccare la fiamma dalla zona d'innesco.

